… Fu una serata speciale, la nostra. Poco diversa dalle altre, e’ vero, ma eravamo cosi’, sempre innamorati come il primo giorno, dal primo istante in cui i nostri occhi si incrociarono…
Tutti quei sorrisi mi inebriavano e ogni parola che usciva dalla tua bocca si faceva spazio nel mio cuore per essere custodita per sempre…
Il chiarore della luna bussava alla finestra e guardandolo ci sembro’ di rivivere le notti in spiaggia, serene e piene d’amore incontaminato. Fu cosi’ anche quella sera… Ci scambiammo il sentimento piu’ forte del mondo come fosse il primo contatto, come se non avessimo mai vissuto l’amore tra noi…
Ti guardai intensamente negli occhi e mi persi di nuovo nell’immensita’ dell’uomo meraviglioso che mi ha donato l’amore piu’ grande che c’e’…
La notte arrivo’ in fretta e ricordo la fossetta accanto alla bocca mentre sorridente mi sussurrasti:
- Adesso devo andare a lavorare… ma portero’ con me tutto quello che siamo…
Ancora una volta la tua poesia non mi lascio’ indifferente e mi resi conto per la milionesima volta della grande fortuna di averti accanto nella vita. Ti baciai con tutta la passione che riucii a far uscire…
Sentii la porta chiudersi dietro di te e mi misi a letto con la solita sensazione di felicita’, sapendo che l’indomani saresti tornato a casa per ricominciare un altro giorno con me…
Il telefono risuono’ nella stanza con la forza di un secchio d’acqua sganciato sulla mia testa. Risposi con malavoglia, maledicendo il lavoro che mi risvegliava nuovamente di soprassalto e ricordandomi in seguito di aver dato la mia reperibilita’ incondizionata in quei giorni.
- C’e’ un incidente in via ******, c’e’ bisogno di te…
Il freddo del pavimento fece alzare dal letto il mio ultimo desiderio di dormire. Trangugiai un caffe’ nerissimo e corsi in strada con la velocita’ a cui ormai ero abituata.
La gente si era gia’ stretta attorno ai rottami sparsi qua e la’…. Odiavo la curiosita’ e tutte quelle persone smaniose di gustarsi uno straziante e tetro spettacolo mi fecero innervosire…
Piu’ in la’ intravidi a terra quello che restava di una moto, praticamente indistinguibile… ma il mio cuore vi si soffermo’ piu’ del solito, avvertendo un senso di famigliarita’…
Vidi il viso di alcuni sanitari guardarmi stravolti e un mio collega avvicinarsi correndo.
- Cosa ci fai qui? No, no… non te! Non ti dovevano mandare! Chi ti ha chiamata?
- Perche’??? Cosa dici? – rispose la mia voce affannata
- Vattene, vai via… Non puoi… - esclamo’ lui con un’espressione che non dimentichero’ mai
- Ma cosa cazzo vuoi??? Sei ammattito??? Cosa c’e’????
- Si tratta di … lui. Non entrare…
Lo spintonai cosi’ forte da farlo cadere. Persi la testa e credetti di essere pronta ad ucciderlo se mi avesse fermata di nuovo…. Cominciai a correre in direzione di quel corpo steso… E quando gli arrivai vicino lo riconobbi.
Lui, il mio amore… la mia ragione di vita, il solo che volevo sentire accanto a me… quello che ogni mattina mi preparava il caffe’ sul fuoco, che mi amava con tutto se stesso…
Non lo toccai… sapevo di non poterlo fare… ma continuai a dirgli che a sera lo avrei portato a casa e sarei rimasta con lui per curarlo…
Dopo un tempo interminabile e beffardo, il soccorritore alzo’ gli occhi verso di me, gli occhi lucidi e un’espressione che avevo visto decine e decine di volte rivolta ad altre persone… La sentenza fu lampante…
- Io… mi dispiace… non… non ce l’ha fatta… mi dispiace…
Sentii il ghiaccio annaspare nelle mie vene, la mia voce comincio’ a gridare ma io non riuscivo a percepirla, le gambe non riuscivano a sostenermi, mi invase una insistente voglia di vomitare tutto, anima compresa.…
Mi gettai su di lui… abbracciandolo con il sentimento di sempre.
Amore rispondi, ti prego parlami, apri gli occhi… Amore guardami, sono qui, per favore parlami, muoviti, Amore rispondi… Non voglio che vai via, io e te dobbiamo stare insieme… io ti amo… amore… per favore… di’ qualcosa… per favore… non lasciarmi sola… amore…
Il suo viso non si mosse e gli occhi rimasero semichiusi… avvertii un senso terribile d’impotenza, di pazzia, il fottuto pensiero che mi ripeteva che non l’avrei piu’ rivisto, che non avrebbe piu’ sorriso con me… mai piu’…
Non ricordo cio’ che avvenne dopo, ma so di aver preso a pugni il mio collega, di aver gridato fino a non avere piu’ voce, di essere rimasta a terra finche’ qualcuno mi prese di peso e mi mise in piedi, sostenendomi…
Non riuscii a piangere… Mi trattenni per giorni e giorni, finche’ dovetti guardarlo calare in un orribile buco di terra… E li’ tutto mi si rovescio’ addosso.
La verita’ e’ che avrei solo voluto morire… avrei fatto qualunque cosa perche’ questo capitasse… ormai ero sicura di non uscirne piu’, il dolore fu troppo forte, atroce, inimmaginabile Pensai che la mia vita fosse finita, che non mi sarei mai piu’ ripresa…
Ma oggi sono qui a raccontarlo…
Mio compagno di vita… sono qui a raccontare di te perche’ e’ solo grazie alla forza che mi hai trasmesso in tutti quegli anni che sono riuscita a ricominciare a vivere. Solo grazie alle parole che mi ripetevi ogni giorno, all’eterno amore che mi hai donato, al tuo modo di essere e di vedere le cose…
E’ stato terribile… ma ogni giorno sentivo la tua presenza accanto a me e la tua mano sulla mia spalla… mi hai sorretta e mi hai salvata da una fine graduale che mi ero imposta…
Meriti piu’ di un piccolo spazio in questo blog che fa parte di me… ma e’ solo un altro piccolo gesto per te, perche’ non ti ho mai dimenticato e non passa giorno che tu non sia nel mio pensiero…
Adesso ho un’altra vita… dopo tanto tempo ho un altro amore… ma so che tu sei felice di questo e so che sei stato tu a scegliere lui… GRAZIE.
(Il nostro primo incontro lo trovate qui)

Avion Travel – Dormi e Sogna



